MURALES and SHOP WINDOWS

MURALES E VETRINE

The first drawing I made for a sign dates back to 1978. I was 13 years old and in those days families sent their children to summer camps to go on vacation by the sea for a month. Our colony was at Pinnarella di Cervia on the Adriatic. During the holiday period, the animators offered various hobbies and, since my drawing aptitudes were already known, I was offered to draw the face of the Pink Panther on a panel of about three meters by four. It was a good job and that panel became the sign at the entrance to the holiday home: “The Pink Panther”, my first public work!

Il primo disegno che ho fatto per un insegna risale al 1978. Avevo 13 anni e a quei tempi le famiglie mandavano i figli alle colonie estive a fare le vacanze al mare per un mese. La nostra colonia era a Pinnarella di Cervia sull’Adriatico. Durante il periodo di vacanza le addette all’animazione proponevano diversi hobby e, siccome già si conoscevano le mie attitudini al disegno mi venne proposto di disegnare il viso della Pantera Rosa su un pannello di circa tre metri per quattro. Fu un bel lavoro e quel pannello divenne l’insegna all’ingresso della casa di vacanza: “La Pantera Rosa”, il mio primo lavoro pubblico!

I did my first real job as a window dresser for a dear friend who has now passed away, we called her Patty and she had an ice cream shop in Barbasso di Mantova, I think it was 1985. Patty’s ice cream shop had two huge windows and the initial idea was to make a landscape with transparent colors from glass, which proved to be impossible due to the size of the drawing. I had the idea of ​​doing the drawing upside down, from inside the showcase. I would have done the drawing with comic-style outlines and then I would have colored it with acrylic which, drying on the glass, would have made a plastic-type film. The idea worked and with that style I began to fill the shops and clubs in Mantua and other places with drawings.

Il primo vero lavoro come vetrinista lo feci per una cara amica ormai scomparsa, la chiamavamo Patty e aveva una gelateria a Barbasso di Mantova, penso fosse il 1985. La gelateria della Patty aveva due enormi vetrate e l’idea iniziale era di fare un paesaggio con i colori trasparenti da vetro, cosa che si rivelò impossibile per le dimensioni del disegno. Mi venne l’idea di fare il disegno al rovescio, dall’interno della vetrina. Avrei fatto il disegno con i contorni stile fumetto e poi l’avrei colorato con dell’acrilico che sul vetro, asciugando avrebbe fatto una pellicola di tipo plastico. L’idea funzionò e con quello stile iniziai a riempire di disegni i negozi e i locali di Mantova e altre località.